Un esempio di superamento del conflitto

(Vatican Radio)

Le Chiese luterane hanno sempre celebrato i centenari della Riforma. In passato queste manifestazioni si sono svolte contro la Chiesa cattolica, o hanno assunto un carattere nazionale. Nel 2017, però, per la prima volta si è aperta la possibilità di celebrare questo anniversario in un clima di dialogo. La Federazione luterana mondiale ha lavorato tanto in questa direzione e oggi lapertura di queste celebrazioni in Svezia, alla presenza di Papa Francesco, è un bellissimo segno che sottolinea questo impegno. A ricordarlo ai microfoni di Radio Vaticana, alla vigilia del viaggio di Francesco a Lund per le celebrazioni del 500° della Riforma protestante, è il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, pastore della Comunità Evangelica Luterana di Torino. La presenza del Papa a queste celebrazioni acquista un significato particolare non solo allinterno del mondo ecclesiale luterano ma anche al di fuori. Il segretario generale della Federazione luterana mondiale, Martin Junge, ha detto giustamente che la celebrazione congiunta è un buon esempio di come si possano superare i conflitti, soprattutto in un mondo lacerato da scontri e guerre. E unimportante testimonianza comune, per un futuro basato sul dialogo.

Non si celebra la divisione

La grande novità di questo centenario è che si tratta del primo a essere celebrato in epoca ecumenica, spiega mons. Franco Buzzi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, tra i fondatori dellAccademia di studi luterani in Italia (Asli), studioso della stagione della Riforma. La celebrazione congiunta rappresenta un passo in avanti formidabile perché così si sottrae la figura di Lutero a una prospettiva ecclesiale legata solo alla nazione tedesca. Si riconoscono così luniversalità e la grandezza del modo di pensare di Lutero, in modo che siano condivise in parte anche dalla Chiesa cattolica. Celebrare insieme lanniversario significa sottrarre al particolarismo levento della Riforma e prenderlo sul serio, uscendo da quella mentalità conflittuale, basata semplicemente sulla contrapposizione, per accogliere tutto ciò che di bello, di buono e di vero possiamo condividere insieme. Va sottolineato che andando in Svezia il Papa non celebra la divisione, ma la volontà di riunione che significa superamento di una mentalità basata sullo scontro polemico. Scontro che purtroppo ha visto per cinque secoli cattolici e luterani, contrapporsi, quasi alla cieca, con tanto di teologia controversistica, sulla base di tesi precostituite, con lunico scopo di affermare il contrario dellaltro. Credo che andando aldilà di certe tesi rigide, sia nellambito della controriforma che della cosiddetta ortodossia luterana stretta, ci si rende conto che nelle opere di Lutero ci sono ricchezze che sono spunti di fede e di dottrina profondamente cristiana che non possiamo in nessun modo trascurare. Quindi, il fatto che Francesco vada in Svezia per ricordare un evento doloroso ma soprattutto prospettare un futuro di gioia, pace, comunione e unione in tutto ciò che è condivisibile, mi sembra un evento straordinario.

Progressi teologici

Questanno non si celebrano solo i 500 anni della Riforma, ma anche i 50 anni del dialogo ecumenico avviato fra cattolici e luterani con il Concilio. Sicuramente il passo in avanti più importante in questo cammino  spiega il pastore Heiner Bludau  è stata la dichiarazionecongiunta sulla giustificazione del 1999. Su questo tema fondamentale, che ha diviso le nostre chiese mezzo secolo fa, oggi cè un consenso e questo è un punto forte raggiunto dal dialogo. A dividerci ancora, nonostante siano più le cose che ci uniscono, è il fatto che un luterano non possa partecipare allEucarestia cattolica. E anche se noi invitiamo i cattolici presenti alle nostre celebrazioni a partecipare allEucarestia per loro non è possibile. Noi ci auguriamo una certa apertura in questo senso, perché lassenza di unospitalità eucaristica reciproca rappresenta un fatto doloroso.

Apparteniamo al Corpo di Cristo

Lavere riscoperto insieme che siamo daccordo su San Paolo, capitolo terzo della Lettera ai Romani, è un punto di arrivo teologico importantissimo del dialogo con i luterani, commenta mons. Buzzi. Noi crediamo di essere giustificati per fede, indipendentemente dalle opere della legge. Noi tutti riceviamo la nostra salvezza dallopera assolutamente gratuita di Cristo e riceviamo questa giustificazione come un dono continuo, rispetto al quale ogni tentativo di appropriazione significa anche una compromissione del dono. Si è capito che su questo siamo daccordo e che ci sono sottolineature teologiche diverse ma non sono tali da poter abilitare i fratelli delle due confessioni diverse  luterani e cattolici  a scomunicarsi reciprocamente o ad accusarsi reciprocamente di eresia. La mia impressione  aggiunge Buzzi  è che il documento congiunto sulla giustificazione per fede sia, per così dire, passato sulla testa delle nostre comunità cristiane. Almeno qui in Italia, la presenza del luteranesimo non è così elevata. Però, poter approfondire e condividere tutto questo è un punto di partenza per una comunione più profonda. Tenendo conto che nel Battesimo noi tutti ci diciamo parte del Corpo di Cristo e quindi anche il concetto di Chiesa, a partire da questa definizione del Battesimo, dovrà essere considerato nella prosecuzione del dialogo.

Opportunità per rendere visibile il cammino ecumenico

Il viaggio del Papa in Svezia è davvero unopportunità ecumenica perché rende visibili i passi fatti insieme in questi 50 anni, conclude il pastore Bludau. In Germania, ad esempio, vescovi cattolici e luterani si esprimono insieme, ormai da tempo, su questioni etiche. Cè una forte collaborazione tra parrocchie cattoliche e comunità luterane. Si tratta di realtà ancora poco conosciute e le celebrazioni di Lund e Malmö possono dare unulteriore spinta per incentivare il dialogo anche in altre regioni del mondo.

Per me  chiude mons. Buzzi  questo viaggio del Papa in Svezia è uniniziativa benedetta dal Cielo. Lo vuole il Cielo che ci sia questa volontà di colloquio, dintesa e di fraternità, visto che facciamo tutti parte dello stesso Corpo di Cristo, grazie alla Fede e al Battesimo e alla nostra vita che si svolge allinterno della Trinità, argomenti che Lutero non ha mai messo in discussione. 


(Fabio Colagrande)